martedì 8 marzo 2022

Festa della donna: tempo di Matronalia: festa delle donne romane

Auguri a tutte noi donne sempre e da sempre  ðŸŒ»….. vista la passione per Roma e per la sua storia vediamo insieme la festa delle donne Romane.

1° marzo, tempo di Matronalia: festa delle donne romane
La festa delle donne esisteva anche nel calendario religioso della Roma più antica. 

Nell’antica Roma, alle kalendae di Marzo, si celebravano delle feste in onore di Giunone Lucina (“colei che porta i bambini alla luce”), che prendevano il nome di Matronalia. 



Le donne romane, in questa occasione, portavano fiori e incenso alla dea che aveva il suo tempio sull’Esquilino, la cui costruzione veniva fatta ricadere il 1º marzo del 375 a.C.

La tradizione del calendario romano voleva che queste feste fossero state istituite da Romolo stesso, come il capodanno romano, che cadeva anche il primo di marzo, il mese dedicato a Marte.

Durante i Matronalia, era usanza che i mariti facessero dei doni alle mogli e alle madri, e in generale il collegamento della festa con il culto di Giunone Lucina, che proteggeva le nascite, era una celebrazione per la vita che veniva alla luce e della bella stagione, quindi della ripresa della vita.




La festa si svolgeva nel bosco sacro di Giunone sull’Esquilino ed era riservata solo ai membri della famiglia; ne erano esclusi i celibi e le prostitute. La cerimonia in sé era un ricordo del matrimonio, in cui lo sposo recava in dono dei regali alla moglie e questa, a sua volta, lodava il marito. Essendo tutto questo di buon auspicio, la celebrazione si ripeteva all’inizio di ogni nuovo anno.

Era anche usanza che le donne cucinavano per tutta la famiglia, compresi gli schiavi, che avevano un giorno libero. Il rituale aveva la funzione di rendere ancora più evidente il ristabilimento dei rispettivi ruoli sociali.

Lo scambio delle parti per un giorno sottolineava e a ribadiva che per tutto il resto dell’anno gli schiavi avrebbero dovuto agire da schiavi e i padroni da padroni.

Alcuni studiosi ritengono di aver individuato il Tempio dedicato a Giunone Lucina del I marzo del 375 a.c. durante gli scavi sotto la chiesa di San Lorenzo in Lucina


.
La chiesa risale al 440 d.c. e come le altre dell'epoca sorge su domus romane trasformate in luogo di culto dagli stessi proprietari convertiti al cristianesimo, in questo caso forse da tale donna Lucina, da cui deriva il nome.




La chiesa sorge nell’antica area del Campo Marzio, VII regione augustea, dedicata all’addestramento dei militari in età romana, e parallela all’attuale Via del Corso, antica Via Lata.




Ma gli indizi archeologici e i reperti riportano a una "Aedes Lucinae", un antico tempio precristiano della Dea Giunone Lucina, che fu poi adibito a culto cristiano e trasformato quindi nella prima basilica.

La Dea presiedeva ai parti e le donne dell'antica Roma attingevano, presso il tempio, l'acqua "miracolosa" per curarsi o per avere figli.

Questa tradizione è confermata dal ritrovamento, durante gli scavi 
sotto la Sala Capitolare, di un pozzo e di un meraviglioso mosaico intatto, con gradini di marmo bianco e pareti affrescate, che avvalora l'ipotesi che possa trattarsi proprio dell'antico tempio di Giunone Lucina.

Marzia e Tony

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